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Gen 3, 2018
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Pescatori di cannolicchi a Fiumicino, quale sarà il loro destino?

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Il 31 dicembre è terminato il periodo di pesca sperimentale che ha coinvolto i pescatori di cannolicchi di Fiumicino. Un periodo di tempo dove  i pescatori di cannolicchi  hanno dovuto annotare tutti i dati riguardanti la pesca del mollusco ed inviarli all’UE

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Il 31 dicembre è terminato il periodo di pesca sperimentale che ha coinvolto i pescatori di cannolicchi di Fiumicino. Un periodo di tempo dove  i pescatori di cannolicchi  hanno dovuto annotare tutti i dati riguardanti la pesca del mollusco ed inviarli all’UE per modificare una legge nata prendendo in considerazione i fondali del mare adriatico.
Una situazione che va avanti da diversi anni e che ad oggi ancora nessuno pare abbia preso veramente sul serio.

Pescatori di Cannolicchi, qualcuno interverrà?

Noi abbiamo avuto modo non solo di intervistare Roberto di Biase, da sempre in prima linea con questa normativa che di fatto impedisce ai pescatori di Fiumicino di svolgere il loro lavoro, ma abbiamo passato qualche ora insieme a loro sulla loro barca documentando quello che fanno e come non sia possibile pescare seguendo la legge.
Ricordiamo infatti che la pesca è uno dei settori che influisce notevolmente sull’economia del paese, non dimentichiamo che tra le frasi che più sentiamo tra i romani c’è “vado a mangiare il pesce a Fiumicino”.
Già in passato avevamo documentato insieme al quotidiano online Il Tabloid questa situazione documentando il blocco del porto canale da parte delle vongolare e continuando questo nostro interesse con l’intervista che facemmo durante la trasmissione Una Porta sempre aperta a Roberto De Biase del 3 novembre .
Il 31 dicembre finiva una proroga che permetteva in via sperimentale di pescare entro le 0,3 miglia dalla costa e vorremmo capire quale sarà il futuro di tutte le vongolare e di tutte le famiglie che attualmente ci lavorano sopra.

Multe salatissime in caso di fermo

Per quanto riguarda le sanzioni possiamo dire che non sono piccole multe parliamo di 5mila euro e il rischio del sequestro dell’imbarcazione. Una continua spada di Damocle sulla testa dei lavoratori con il rischio che sulle nostre tavole finisca un prodotto non locale e che si faccia spazio ad un prodotto di importazione che spesso non è conforme agli standard qualitativi.

Non ci resta che domandarci, quale sarà il futuro delle vongolare di Fiumicino?

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Il Sottobosco
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