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Dal 23 gennaio 2025 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Trattieni il respiro”, il nuovo singolo di AvA che anticipa l’uscita dell’album “Fammi fallire”, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio.
“Trattieni il respiro” è un brano che scaturisce da una relazione ciclica, capace di riaffiorare anche dopo la sua fine. Esplora i legami tossici, la dipendenza affettiva e quella persistente sensazione di apnea tipica dei rapporti disfunzionali: un restare immobili, trattenendo il fiato, con la vana speranza che il peggio passi.
Il pezzo descrive una quotidianità densa di piccoli gesti e grandi tensioni: parcheggi vuoti, semafori rossi e conflitti che si reiterano identici. Svestito di romanticismo o nostalgia, il racconto mette a nudo l’usura emotiva di chi avverte la necessità di fuggire, eppure continua a tornare.
Il ritornello irrompe senza mediazioni; è un taglio netto, volutamente brutale. Rappresenta l’istante in cui si smette di cercare spiegazioni e si ricorre all’unico linguaggio rimasto quando ogni altro tentativo è fallito: una frase secca, pronunciata per difendersi anziché per ferire.
Sotto il profilo sonoro, il singolo spazia tra urban pop ed elettronica, con una produzione essenziale. Se le strofe appaiono trattenute e quasi sussurrate, il ritornello esplode senza mai risultare pienamente liberatorio.
La tensione permane, simile all’aria compressa nei polmoni, sorretta da una voce che non cerca l’effetto, ma resta coerente con il limite del racconto. È una fotografia onesta di quei momenti in cui i corpi reagiscono prima della ragione, una presa di coscienza adulta e priva di filtri.
Commenta l’artista sul nuovo brano: “Trattieni il respiro è nato quando ho capito di essere rimasta troppo a lungo dentro qualcosa che non funzionava più. L’ho scritto di getto per fissare quella sensazione di apnea che provi quando sai di dovertene andare e invece resti. In studio ho voluto che il brano rimanesse teso e irrisolto, come quelle storie che non hanno mai una vera chiusura. Il ritornello è nato senza filtri: una frase di difesa, perché a volte è l’unico modo per non tornare indietro. Questo pezzo non spiega i sentimenti, li fotografa. Non cerca consolazione, ma verità, anche quando fa male.”
Con il nuovo album “Fammi fallire”, AvA si conferma una voce fuori dal coro nel panorama urban ed alt-pop italiano. Il disco è un’indagine senza filtri sull’apnea emotiva, un’analisi cruda di quei legami ciclici che si consumano senza mai spezzarsi definitivamente.
Rinunciando a ogni retorica rassicurante, l’artista sceglie di raccontare il dolore nella sua forma più nuda e autentica. La scrittura abbandona le astrazioni per ancorarsi a una quotidianità fatta di dettagli minimi ma carichi di tensione: un parcheggio vuoto, un bacio rubato o l’eco di un litigio infinito.
Il disco diventa così un manifesto di ribellione silenziosa che rivendica tre diritti fondamentali: la lentezza per ritrovarsi, la disperazione vissuta senza vergogna e il fallimento come tappa necessaria per la crescita personale.
Sotto il profilo sonoro, le produzioni elettroniche giocano su contrasti dinamici: strofe sussurrate sfociano in ritornelli diretti e a tratti brutali che, tuttavia, non offrono mai una vera liberazione catartica, mantenendo l’ascoltatore in uno stato di tensione sospesa.
La voce di AvA non cerca l’effetto, ma resta ferma sul limite della narrazione, usando il linguaggio come scudo e mai come mera provocazione. “Fammi fallire” è un lavoro organico e maturo che evita le logiche effimere delle mode attuali.
Spiega l’artista sul nuovo album: “Fammi fallire è un disco scritto senza l’idea di dover funzionare. È nato da dinamiche ripetitive che non si chiudevano, da ritorni continui e da una stanchezza emotiva che non trovava sfogo. Scriverlo è stato il modo più semplice che ho trovato per restare dentro quello che stava succedendo, senza addolcirlo e senza cercare risposte.”
“Questo album parla di legami tossici, di dipendenza emotiva e di cicli che si ripetono anche quando sai benissimo dove portano. Non c’è romanticismo, non c’è redenzione. Ci sono gesti quotidiani, parole dette male o troppo tardi, silenzi che pesano più delle discussioni: tutto quello che resta quando smetti di giustificarti.”
“Ho scritto queste canzoni trattenendo il respiro, spesso più per difesa che per paura. In studio non ho cercato di rendere le cose più belle o più accettabili; volevo che restassero tese, irrisolte, come certe relazioni che non finiscono mai davvero.”
“Quando l’ho ascoltato per intero, mi sono accorta di aver toccato principalmente tre macro rivendicazioni: il diritto alla lentezza, il diritto alla disperazione e il diritto al fallimento. Sono tutti argomenti tabù in un momento in cui tutto sembra viaggiare alla velocità della luce.”
“Fammi fallire non è una richiesta di aiuto né una provocazione. È la presa d’atto che a volte fallire è l’unico modo per smettere di ripetere sempre la stessa storia. Questo disco non nasce per consolare, ma per riconoscersi.”
Formentera
Requiem
Fammi fallire
Trattieni il respiro
Per aspera ad astra
Josè
La fine dell’estate
Scegli me
Vida lenta vida loca
Di AvA si è detto di tutto. Che è una predatrice come il suo avatar, lo squalo bianco, che è stata troppo giovane per sfondare e che ora è “troppo grande” per avere un posto nella discografia italiana. Si dice che sia una delle poche in Italia in grado di scrivere, produrre, dirigere videoclip e immaginare un universo narrativo ed estetico coerente e autentico.
Lo conferma con il suo nuovo album, in arrivo a cinque anni di distanza da “Lo Squalo”, il suo primo disco solista pubblicato dopo dodici anni come frontwoman della band all-female Calypso Chaos. In questo nuovo lavoro, AvA regala un progetto più maturo e introspettivo, scritto senza pensare al “dopo” e capace di usare un’ironia pungente per trattare argomenti scomodi.
Figlia degli anni ’80, ha attraversato il pop degli anni d’oro e la musica cantautorale internazionale, passando da Tori Amos, Björk, Kate Bush, Mina e Lucio Dalla fino a Rosalía, Lady Gaga, Lana Del Rey e Amy Winehouse. L’amore per la Callas l’ha portata a studiare musica classica per oltre un decennio, mentre ai Queen deve l’imprinting del suo percorso individuale.
Nei primi anni 2000 ha fondato le Calypso Chaos, esibendosi fino al 2017 in centinaia di live in Italia e all’estero, calcando palchi prestigiosi come l’Auditorium Parco della Musica di Roma e aprendo l’unica data italiana del tour di Peaches.
Dal 2019, nel suo percorso solista, ha prodotto in totale autonomia “Lo Squalo”, totalizzando quasi mezzo milione di streaming senza etichetta né sponsor. AvA sceglie l’onestà fino in fondo, raccontando storie di fragilità, dipendenza emotiva e resistenza personale.
“Fammi fallire” è il nuovo album di AvA disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio 2026, anticipato in radio e in digitale dal singolo “Trattieni il respiro” dal 23 gennaio.
Scritto da: WebLive TV
Red&Blue Music Relations Clarissa D'Avena
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