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Scrivere e cantare d’amore, oggi, rischia spesso di produrre canzoni intercambiabili; più raramente diventa il punto da cui iniziare a parlare davvero di crescita, disorientamento e passaggio all’età adulta. “You Were By My Side”, il singolo d’esordio di Higetori Furà, è un crossover tra rap e nu metal che parte dalle macerie di una relazione per raccontare la fatica di chi, tra i venticinque e i trent’anni, si misura con le aspettative tradite e il diventare adulti.
Il titolo stesso, “You Were By My Side”, letteralmente “Eri al mio fianco”, contiene già il senso del brano: il trauma silenzioso di un’assenza che continua ad agire sul presente. In quei versi attraversati da immagini di corsa, specchi, cicatrici, attrazione e frustrazione, Higetori Furà non porta in musica una sofferenza levigata o romanzata, ma uno stato d’animo irregolare, nervoso e talvolta contraddittorio. Ne risulta una canzone che conserva i segni dell’esperienza e li trasforma in una scrittura compatta, credibile e già riconoscibile nella sua direzione.
Dal punto di vista puramente musicale, il brano si colloca in un territorio ibrido in cui il rap dialoga con una forte componente nu metal, mentre la lingua inglese contribuisce a rendere il racconto ancora più diretto, quasi confessionale, ma mai chiuso in un intimismo compiaciuto. C’è un attrito costante tra durezza e apertura, tra colpo ritmico e linea emozionale, tra istinto e razionalità. Ed è proprio in questo gioco di contrasti, che finisce con il creare un nuovo equilibrio, che il pezzo trova la sua identità, dando corpo a un dolore ancora vicino senza sacrificare la resa musicale.
Eppure, ciò che rende questo esordio interessante non è soltanto il modo adulto in cui l’artista racconta la fine di una relazione. È, soprattutto, la consapevolezza con cui lo stesso guarda al suo passato. Higetori Furà riconosce che l’amore, nei suoi primi testi, ha avuto un ruolo decisivo, quasi propulsivo, come una prima benzina creativa nata in una fase ancora acerba del percorso. Allo stesso tempo, ne prende le distanze senza rinnegarlo: sa che quel tema è stato un innesco, ma sente anche che, nel tempo presente, esistono questioni più urgenti da esporre, più aderenti al momento storico e al disordine che attraversa le vite individuali ben oltre la sfera romantica.
È qui che “You Were By My Side” comincia a funzionare come un varco di passaggio. Perché dentro il brano si avverte già la traiettoria di una scrittura che vuole andare oltre, che usa l’esperienza affettiva come soglia e non come approdo, e che nei lavori successivi intende spostare il baricentro verso altre domande: com’è il mondo intorno a noi? Che cosa produce? Che cosa toglie? Che cosa lascia addosso? E soprattutto: quanto pesa diventare adulti in un tempo che sembra consumare tutto in fretta, persino i sentimenti?
In tal senso, il debutto di Higetori Furà ha un interesse particolare proprio perché non arriva già chiuso in una formula. Al contrario, mostra un artista nel momento in cui sta definendo la propria direzione, lasciando scorgere sia l’origine del proprio percorso sia il desiderio di allargarne il raggio. “You Were By My Side” è dunque un primo tassello che ha il merito di restare fedele alla propria matrice senza esaurirsi in essa: dentro c’è una relazione finita, certo, ma c’è anche il soqquadro più grande di una generazione che si scopre fragile mentre prova a sostenere il passaggio verso una nuova età della vita.
Il progetto di Higetori Furà nasce nel 2019, dopo una notte insonne in Spagna, quando un momento di riflessione si traduce nel primo tentativo di scrivere testi. Da quel passo iniziale, nato in forma quasi poetica, prende il via un percorso che si sposta progressivamente verso il rap e l’alternative rock, senza perdere però il richiamo della melodia e una forte attenzione alla componente emotiva. La musica ha sempre occupato uno spazio centrale nella formazione dell’artista: dai Linkin Park ai Kasabian, da Santana a Bob Marley, fino a Stromae, all’elettronica, alla musica classica del Boléro di Ravel, e poi ancora a figure come Juice WRLD, Lil Peep, Rod Wave, XXXTentacion, Kanye West ed Eminem.
Anche lo pseudonimo Higetori Furà racconta molto di questa identità in movimento. Nato da un rapporto personale con la lingua giapponese, il moniker traduce liberamente e in maniera giocosa il cognome dell’artista, lasciando spazio a un’ironia consapevole e a un immaginario culturale che guarda anche all’universo di Akira Toriyama e di Dragon Ball. Non si tratta di una citazione fine a sé stessa, ma di un indizio ulteriore: la volontà di fondere serietà espressiva e leggerezza mentale, introspezione e distanza critica, senza irrigidire il proprio racconto in un’immagine univoca.
“You Were By My Side” – dichiara l’artista – è la prima canzone del mio progetto, ed è nata da una storia finita, da quella sensazione straniante per cui si può essere stati vicinissimi a qualcuno e ritrovarsi poi a un divario che sembra impossibile da colmare. Ho scritto molto partendo da questo, anche perché nella mia vita ho avuto davanti un esempio d’amore saldo, quello dei miei genitori, e proprio per questo mi faceva soffrire l’idea di non riuscire a vivere qualcosa di simile in prima persona. Oggi sento il bisogno di parlare anche d’altro, perché credo che le questioni più forti che attraversano una persona vadano oltre il dolore romantico. Però non rinnego questo brano, anzi: è stato uno dei punti di partenza del mio cammino musicale e resta uno dei pezzi a cui sono più legato, anche per come è riuscito musicalmente.
Il singolo è accompagnato dal videoclip ufficiale girato al Teatro Belloni di Barlassina, sotto la direzione di Chiara Bettiga, e segna l’avvio di un percorso che parte dal vissuto senza rimanerne prigioniero, convertendo una fine in un punto di osservazione più ampio sul tempo della crescita e sul modo in cui ci si misura con sé stessi, con gli altri e con ciò che rimane quando un legame si interrompe. Higetori Furà è un artista desiano che muove il proprio linguaggio in un territorio crossover, dove rap, melodia e alt-rock convivono in modo naturale, dando forma a brani attraversati da domande sul presente, crescita e senso di disorientamento.
Scritto da: WebLive TV
Music & Media Press Elisa Serrani
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