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Enri Zavalloni torna con “Sexy Things”, tra groove retro-futurista e immaginario neo-noir

today26 Gennaio 2026

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La finestra è appannata, fuori è inverno, ma dentro il tempo rallenta. Neon viola e blu tagliano il vetro come un’insegna che non vuole farsi dimenticare; una drum machine scandisce il passo, i synth scivolano morbidi, l’atmosfera si fa densa, elegante, immersiva. “Sexy Things” di Enri Zavalloni prende forma in questo spazio, come una scena notturna capace di scaldare l’inverno attraverso il suono.

Ascolta su Spotify.

Un brano come approdo di una ricerca sonora

L’artista che per trent’anni ha fatto dialogare l’organo Hammond con il cinema internazionale, da Netflix alla Marvel, e con il jazz-funk più colto, decide di abitare il presente con un brano, edito per Watt Musik, che simboleggia l’approdo di una ricerca. Una ricerca che unisce l’artigianalità del suono analogico alle estetiche digitali della Vaporwave, mantenendo intatta un’identità musicale costruita nel tempo.

Nel suo percorso, l’organo Hammond non è mai stato uno strumento tra gli altri. È diventato una firma, un centro di gravità stilistico che Zavalloni ha portato dal jazz-funk alle colonne sonore, dalle collaborazioni internazionali alle produzioni d’autore. Una riconoscibilità che gli è valsa l’appellativo di “Duca dell’Hammond” come espressione di una coerenza sonora precisa.

“Sexy Things” è un brano a bassa verbosità, con poche parole e voci da pista utilizzate come materia timbrica, che lavora su immaginario, ritmo e sensualità del suono. La sensazione è quella di una fredda notte d’inverno che diventa avvolgente, luminosa e digitale.

L’inverno come spazio sensoriale e immaginario

Nella bozza di questo immaginario c’è il camino, ma l’iconografia viene spostata. Il calore non passa dai cliché delle feste né da gelide distese innevate, bensì da un’euforia patinata, intrisa di Vaporwave e Chillwave. Una risposta percettiva sospesa tra intimità fisica e desiderio sintetico, dove il passato cessa di essere un riverbero e diventa superficie, colore e texture.

È in questo spazio che “Sexy Things” intercetta un modo contemporaneo di vivere e abitare l’inverno, più sensoriale e meno rituale, traducendolo in suono. La musica diventa ambiente, atmosfera da attraversare più che racconto lineare.

La produzione si muove tra synth pad ampi, riverberi e delay sognanti, e un’ossatura ritmica che guarda con rispetto alla Roland TR-808. Una citazione tecnica dichiarata che inserisce il brano all’interno di una genealogia precisa, riconoscibile ma mai nostalgica.

Tra estetica neo-noir e cultura audiovisiva

Il riferimento visivo è quello dei film notturni e neo-noir, con un’eco esplicita di immaginari cinematografici come Drive e Blade Runner. L’effetto, però, non è freddo: è velluto, è luce artificiale che scalda, in modo naturale. “Sexy Things” costruisce una dimensione estetica che dialoga con il linguaggio delle immagini e con una sensibilità retro-futurista.

Il brano è pensato per abitare contesti dove l’atmosfera è centrale: serie e film con estetica anni Ottanta, spot alla ricerca di una sensualità sofisticata e “dreamy”, documentari e videogiochi in area retro-futurista. In questo senso, la canzone è già un set, una palette visiva, un mood narrativo pronto per essere agganciato.

“Con ‘Sexy Things’ – dichiara Zavalloni – ho cercato una dimensione più raccolta. Volevo un suono che fosse in grado di costruire una situazione, più che raccontarla, e che lasciasse spazio alle sensazioni. Dove l’elettronica non serve a ballare, ma a sentire. È il mio modo di tradurre la sensualità di un momento in una grammatica che sia contemporanea, ma che conservi l’anima dei miei strumenti”.

Un percorso tra Hammond groove e scrittura per immagini

Lì dove la musica incontra l’atmosfera, “Sexy Things” trova la sua collocazione naturale. Non è un brano da consumo rapido, ma un ambiente sonoro da attraversare. Enri Zavalloni lavora sul clima, su una scrittura che privilegia la percezione, le sensazioni e la definizione dello spazio come esperienza sensoriale.

Compositore e performer di Longiano (FC), Zavalloni vanta oltre trent’anni di attività con un linguaggio riconoscibile legato all’Hammond groove, capace di collegare la cultura delle colonne sonore anni Sessanta al jazz-funk contemporaneo. Definito da Dusty Groove America come un musicista in grado di coniugare beat inglese sessantino e sensibilità d’avanguardia, ha collaborato con realtà e artisti internazionali attraversando mercati e formati.

Dal Giappone con i Pizzicato Five agli Stati Uniti con Hal Willner e i New York Dolls, fino alle produzioni per lo schermo e la serialità, il suo percorso comprende collaborazioni con Disney, Marvel Studios, CBS e Netflix, oltre a nomi come Mike Patton, Ennio Morricone e Peter Thomas. Il suo lavoro si muove tra musica d’autore, produzione audiovisiva e scrittura per immagini, mantenendo una costante attenzione alla dimensione narrativa del suono.

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Scritto da: WebLive TV

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