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Zeno pubblica “Fortuna”, ponendo l’interrogativo se essere nati dalla parte giusta del mondo sia un merito o un caso. Fuori dal 28 agosto per Artisti Online, il nuovo singolo del cantautore parte da una frase di Aristotele e la porta tra le malghe, gli oceani e le guerre di oggi.
C’è un’ora precisa, in montagna, in cui la nebbia si alza dal fondovalle e per qualche minuto sembra di poter scegliere da che parte stare: sopra, dove le capre brucano senza sapere di essere fortunate, o sotto, dove la città avanza. Zeno ha scritto Fortuna esattamente in quel punto di sospensione. E il risultato è una canzone che sembra semplice come una passeggiata e che invece, verso dopo verso, ti mette davanti a una domanda scomoda: e se fossi stato tu, a nascere dall’altra parte?
L’innesco è filosofico, e Zeno non lo nasconde. Il brano nasce da un concetto aristotelico: “lo schiavo è tale per natura”, un’idea che oggi consideriamo (forse) superata, e che il cantautore usa come pietra lanciata nello stagno. Da lì, il testo si muove per tre quadri concentrici, ciascuno più vicino all’uomo del precedente.
Nella prima strofa siamo tra i pascoli: le vacche in transumanza si sentono fortunate di non essere nate in una cella, i fiori di montagna resistono a un cielo che avanza. Nella seconda ci si sposta in mare: aragoste che si amano tra un relitto e un detersivo, tartarughe in migrazione che hanno scampato l’acquario, spiagge assediate dalla plastica. Nella terza cade l’ultimo filtro e arrivano i canti di protesta, la guerra persa da entrambe le parti, i potenti capobanda che si godono i massacri dalla propria tana, i bambini lontani dalla miseria.
“Si sentono fortunate le vacche in transumanza / di non essere nate in una cella nella città che avanza”. Qui c’è tutto il meccanismo del brano in due versi. Zeno prende il concetto più astratto che ci sia, il privilegio di nascita, e lo appoggia sulla schiena di un animale che attraversa un pascolo.
L’atmosfera è quella di un cantautorato di scuola italiana che sceglie il tono confidenziale: la voce resta in primo piano, senza sovraincisioni invadenti, e affida l’intensità alla dizione più che al volume. La dinamica cresce con il testo, asciutta e pastorale nella prima parte, più densa e mossa nella terza strofa, quando dai pascoli si passa alla guerra, e si scioglie in un finale che ripete la parola fortuna fino a svuotarla di ogni consolazione.
Il risultato è una canzone di protesta senza slogan. Zeno non punta il dito contro qualcuno: lo punta contro se stesso. “È un monito personale che mi ricorda quanto io sia fortunato, in un mondo di guerre e povertà, a essere dove sono e a potermi esprimere attraverso la musica”, racconta. “Fortunato o privilegiato ad essere semplicemente nato dalla parte giusta del mondo.”
Classe 2006, di base in provincia di Belluno, Zeno arriva a Fortuna con un percorso già solido: diplomato al Liceo Musicale G. Renier, oggi studente di Lettere a Padova, formatosi sul pianoforte moderno con Andrea De Nardi e sul canto con David Wilkes Benini.
Alle spalle ha masterclass con Gabriele Comeglio, Cheope, Laura Valente e Vittorio Matteucci, un percorso di studio in sala con il produttore Fabio Trentini, e un curriculum di concorsi che nel solo 2025 conta il terzo posto assoluto e il primo posto della giuria popolare a “Le Note nel Cuore”, la finale al Vola Voce Festival e la segnalazione al Premio Vittorio Andretta. Fortuna segue gli inediti Meteorite, Come i nostri sogni, Con i miei occhi e Dialogo tra le due massime incomprensioni del mondo. Seguilo su Instagram e Spotify.
Artista: Zeno Titolo: “Fortuna” Etichetta: Artisti Online Data di uscita: 28 agosto 2026 Distribuzione: tutte le piattaforme digitali
Scritto da: WebLive TV
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