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Gabbie D’oro, il nuovo singolo di Emil Spada

today19 Settembre 2021

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“Gabbie d’oro” è  il nuovo singolo di Emil Spada, da pochissimo disponibile in radio e negli stores; un brano che, utilizzando linee melodiche e arrangiamenti contemporanei, esprime una posizione critica contro la superficialità che spesso caratterizza la nostra società, nella ricerca esasperata dell’apparire, dello status symbol, in quel volere essere al centro dell’attenzione a tutti i costi. Un concetto ripreso ancor più chiaramente nel video, per la regia di Milo Barbieri e con la bravissima Astrid Toh, nei panni di una  ragazza “acqua e sapone” schiava della società e dei suoi modelli.

Vediamo cosa ci racconta in proposito lo stesso Emil…

Com’è nata l’idea del tuo nuovo singolo “Gabbie d’oro”?

Era un periodo in cui facevo ascolti musicali davvero eterogenei, passavo da Caparezza citato prima a Morricone, dalle colonne sonore di film classici a produzioni indipendenti locali… E’ nato un brano in  controtendenza rispetto alle tematiche riscontrabili nella musica mainstream in cui si esaltano stili di vita legati al lusso estremo, con un testo che esprime la possibilità di scelta, del vivere riportando al centro i valori; per lo stesso motivo, visto che musica e parole devono essere legate non solo a livello strutturale, ma anche nel significante, si è pensato ad un lungo solo di Sax, frutto anch’esso di una precisa scelta, in un momento in cui gli assoli nell’ambito musicale sono diventati quasi un ricordo.

Nel video ho voluto portare sullo schermo l’immagine della commercialità: una ragazza che è “schiava” della società e dei suoi modelli, ma che lo è solo per essere accettata, non per propria volontà. Per rappresentare l’idea erano necessarie diverse location e outfit e una ragazza “acqua e sapone”, che avesse anche una forte carica di energia. Astrid Toh ha saputo calarsi perfettamente nel ruolo non  semplice, con grande dedizione e professionalità, sottolineata anche nel sapiente montaggio di chi ha curato la regia, Milo Barbieri, che ha colto e rappresentato perfettamente le idee della sceneggiatura che ho ideato.

Ci sono artisti, italiani e non, al quale ti ispiri particolarmente?

Sono cresciuto con tutto il “reparto cantautorale italiano”, è per questo che pongo moltissima cura in quello che scrivo e conseguentemente canto, oltre alla grande passione per la lettura, che mi dà una ulteriore mano… poi con la scoperta del rock in età adolescenziale, mi sono avvicinato a gruppi come Negrita, P.F.M., Litfiba, Bluvertigo, con quel genio assoluto di Morgan che apprezzo sia musicalmente che intellettualmente.

In ambito internazionale sono molto legato a tutto il periodo rock e hard rock che parte da fine anni ‘60 fino agli ‘80… senza contare che apprezzo anche il crossover da Caparezza ai Rage Against the Machine, insomma non ho artisti di riferimento, ho la musica tutta come riferimento.

Con quale artista ti piacerebbe fare una collaborazione quindi?

L’artista italiano che apprezzo di più in assoluto è sicuramente Morgan, imparerei tantissimo da lui, e mi perderei per ore ad ascoltare le sue digressioni e la sua immensa cultura, per questo mi piacerebbe immensamente riuscire a fare un brano con lui, sono sicuro che poi, sul palco, ci divertiremmo di brutto.

Visto che hai menzionato Morgan, faresti un talent?

Purtroppo e lo dico a malincuore, la musica contemporanea è spessissimo espressione di quello che accade nei Talent, e buona parte delle “star/starlette” contemporanee escono da lì. Il ruolo della musica non è più quello di grande comunicatrice, ora è solo ed esclusivamente intrattenimento, si fatica a trovare produttori che investano su un artista e sulla sua crescita dal basso, si “compra” il già pronto, di sicura vendita perché pubblicizzato dal Talent, sembra la costruzione in laboratorio di un campione… credo che i Talent abbiano tolto “la magia”, relegando l’arte a qualcosa di preconfezionato come le merendine, costringendo i giovani o i talenti emergenti, a passare per forza da questo contenitore televisivo che è principalmente uno show e che prova ad incanalare il talento.

Ovviamente un talento, se davvero tale, potrà esprimere il suo estro anche dopo aver partecipato a questo tipo di show…diciamo però che sono più legato alla gavetta, se non per la difficoltà di emergere, lo sono per l’esperienza che si acquisisce sul campo, legata a grandi sacrifici e soddisfazioni superiori alla vittoria di un Talent.

Progetti per il prossimo futuro?

Con la mia etichetta PMS Studio, siamo già al lavoro sul prossimo singolo, un brano progressive-rock che vanterà una incredibile collaborazione a livello di videoclip, con un altro settore dell’arte; per me è infatti una grandissima emozione poter dar vita a questo progetto, che racchiude oltre alla musica un’altra mia grande passione che è il fumetto. Dopo questo singolo, si giungerà, se non ci saranno intoppi, all’uscita del nuovo album, che racchiuderà in 8 brani, un eterogeneità di generi e temi, un album spartiacque col passato, una sorta di partenza per un “Emil 2.0” che, conscio della esperienza accumulata, vuole dar anelito ai suoi punti di forza e migliorare in ciò che è carente.

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Scritto da: WebLive TV

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