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Iside, “Bluesman”: il nuovo singolo che smaschera il mito dell’artista maledetto

today18 Febbraio 2026

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La figura del musicista romantico e tormentato viene ribaltata in “Bluesman” (Daylite/ADA Music Italy), il nuovo singolo della cantautrice olbiese Iside. Il brano nasce come un racconto amaro e lucido che osserva da vicino un uomo incapace di distinguere tra identità e maschera, tra talento e interpretazione. In questa narrazione, la musica non è più salvezza ma un travestimento dietro cui nascondersi.

Ascolta su Spotify.

Un personaggio che vive di apparenza

Un musicista senza musica, un interprete che ha sostituito il talento con la messa in scena, con l’abitudine a sembrare. A sembrare altro da sé. Poi, tra le valigie svuotate sui letti di un monolocale e i racconti filtrati dal vetro di un taxi, una chitarra resta muta tra le mani di chi la possiede. Da questo fermo immagine affiora “Bluesman”, il nuovo singolo della cantautrice olbiese Iside.

Un diario livido, un racconto tagliente che utilizza il blues non come genere musicale, ma come travestimento identitario. Il bluesman di Iside non è un archetipo romantico né un antieroe gentile o un’icona d’altri tempi. È invece una figura contemporanea e spaesata che accumula città, corpi e alibi senza mai fermarsi davvero.

Racconta la propria vita a un taxi driver “sperando capisca”, svuota bagagli in dimore che non sono mai casa, su letti che non riconosce, e confonde sistematicamente il sesso con l’intimità. Ha “le mani di un bluesman”, ma le usa per stringere il vuoto di un presente che ha sostituito l’urgenza creativa con la rassicurante piattezza dell’abitudine. Le consuma in un quotidiano che non ammette deviazioni, incastrato in un loop svuotato di senso.

Una relazione osservata con distacco

Nel brano si consuma una relazione osservata con distacco. Due persone che si sfiorano senza incontrarsi davvero, mattini che iniziano all’alba suonando musica jazz e finiscono senza identità, mentre persino le radici familiari diventano estranee.

“Nemmeno i tuoi ormai sanno chi sei”, canta Iside, spostando il discorso dal mero rapporto amoroso a una deriva esistenziale più ampia. Non è solo la fine di una storia sentimentale, ma la perdita progressiva di una forma e di una direzione.

Musicalmente, il pezzo abita la linea di confine tra R&B e Afrobeat, mantenendo un respiro radiofonico ma lasciando alla parola il compito di scuotere, colpire e ferire. La produzione di Kidd Reo sostiene il testo con precisione, inserendolo in un ambiente sonoro notturno e caldo, dove ogni dettaglio sembra nascere dal silenzio che segue la mezzanotte.

La scrittura di Iside tra introspezione e osservazione

Dopo aver attraversato l’immaginario onirico con “Luna Calamita” e il corpo come campo di frizione sociale con “Collana di Perle”, Iside sposta ora lo sguardo sull’altro. Punta l’obiettivo su quella figura maschile fragile e contraddittoria che utilizza il mito dell’artista maledetto per non guardarsi davvero allo specchio.

“Ma tu sei un bluesman”, ripete, come una constatazione che è allo stesso tempo congedo ed epifania. Non è un’accusa, ma la presa d’atto di un naufragio stilistico diventato mestiere, di un ruolo che ha finito per divorare l’attore.

Iside conferma così una scrittura sempre più centrata, capace di usare il linguaggio del pop senza rinunciare alla sensibilità e alla complessità di chi non ha paura di restare in ascolto delle proprie zone d’ombra.

“Questa canzone nasce dall’osservazione di chi si rifugia in un personaggio per non affrontare la propria realtà”, dichiara l’artista. “Il Bluesman non è solo chi suona, è chiunque porti addosso il peso di quello che ha perso senza riuscire a dargli un nome. Ho voluto raccontare il momento in cui ci si rende conto che nemmeno chi ci sta accanto sa più chi siamo davvero. È un pezzo che parla di distanze immani percorse restando chiusi in una stanza, tra una sigaretta e una nota jazz che suona all’alba.”

Un nuovo capitolo nel percorso artistico

Il percorso della cantautrice olbiese continua a muoversi su coordinate che evitano consapevolmente la superficie. Se la Sardegna è stata la culla di un’estetica e di un’espressività fatte di silenzi e spazi larghi, in “Bluesman” Iside dimostra di saper abitare anche l’asfissia delle metropoli, traslando quel senso di isolamento ancestrale dentro le dinamiche frenetiche dei nuovi centri creativi.

Non si tratta soltanto di un cambio di ambientazione, ma di un’evoluzione della prospettiva. L’artista smette di essere lo specchio della propria generazione per diventarne una lente d’ingrandimento, capace di mettere a fuoco gli angoli nascosti dietro la ricerca ossessiva di una validazione esterna.

La collaborazione con Kidd Reo prosegue un sodalizio fondamentale nella definizione di questo nuovo “pop da camera”, dove le influenze globali vengono piegate a un’esigenza narrativa molto intima, suggestiva e quasi teatrale. La scelta di non inseguire il climax facile, preferendo il suono etereo delle note jazz e i ritmi spezzati dell’Afrobeat, sottolinea la volontà di Iside di non assecondare le regole del consumo rapido.

La sua è una produzione musicale che chiede attenzione, che impone un tempo di ascolto diverso, trasformando ogni uscita discografica in un piccolo rifugio dalla dittatura dell’istante.

Con questo singolo, Iside riconferma un’identità già solida nonostante la giovane età. Non si impone per occupare un posto nel mercato discografico, ma rivendica una statura autoriale che la posiziona come una delle voci più raffinate e meno comprimibili del panorama attuale.

“Bluesman” è un brano per chi ha deciso di non recitare più una parte, per chi preferisce la verità di un angolo buio alla finzione di un palcoscenico illuminato. È la chiusura di un cerchio tra immagine pubblica e urgenza interiore, e allo stesso tempo l’inizio di un nuovo capitolo per un’artista che ha imparato a fare del silenzio il suo suono più potente.

Biografia

Iside, all’anagrafe Iside Zucconi, è una cantautrice italiana classe 2003. Originaria di Olbia, dopo i primi passi nel circuito regionale approda alla firma del suo primo contratto discografico con Daylite Records.

Il suo stile fonde pop, R&B e contaminazioni urban, dando voce ai sogni, alle speranze e alle contraddizioni della sua generazione. Cura in prima persona ogni aspetto dei suoi progetti, dall’identità visiva alla scrittura dei testi, costruendo un percorso artistico personale e coerente.

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Scritto da: WebLive TV

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