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Secondo quanto riportato nella nota ufficiale diffusa dall’ufficio stampa dell’artista, il chitarrista bresciano Edoardo Baroni ha pubblicato il suo quarto album solista, intitolato “The Ash Wednesday Supper”, edito dall’etichetta Clockbeats. L’opera giunge sul mercato a coronamento di una fitta stagione di concerti che ha visto il musicista impegnato in un tour internazionale toccando i palchi di Italia, Svizzera, Bulgaria e Giappone, inclusa una esibizione all’interno del padiglione dell’Expo di Osaka. Il nuovo lavoro in studio si inserisce in una continuità discografica che ha già visto le precedenti pubblicazioni, “Songs” e “By Heart”, posizionarsi ai vertici delle rilevazioni di vendita della piattaforma Amazon Music, consolidando il profilo dell’interprete sia sul piano della ricerca stilistica sia su quello del riscontro commerciale.
La produzione del disco, affidata a Dario Mollo, evidenzia un mutamento nella struttura compositiva di Edoardo Baroni, orientata a far coesistere i canoni della musica colta occidentale con i moduli espressivi del jazz contemporaneo. Il nucleo concettuale dell’album deriva in modo esplicito dalla letteratura filosofica del Rinascimento italiano: il titolo stesso è la traduzione inglese de “La Cena delle ceneri”, l’opera data alle stampe da Giordano Bruno nel 1584. Il parallelismo tra la speculazione del pensatore nolano, volta al superamento dei dogmi cosmologici dell’epoca, e l’approccio del musicista si traduce nella prassi esecutiva in una sistematica decostruzione dei confini di genere, operando una sintesi tra partiture autografe, rielaborazioni di standard della tradizione afroamericana e frammenti del repertorio classico.
Nelle note di presentazione del progetto, l’artista ha specificato la natura dell’operazione, chiarendo come l’intento principale risiedesse nella volontà di accostare la propria scrittura originale a pietre miliari del jazz e a pagine tratte dalla musica classica. Lo sforzo metodologico si è concentrato sul ricondurre tale eterogeneità di materiali a una grammatica strumentale coerente con la propria identità interpretativa, mantenendo l’aderenza formale ai testi di partenza. Il risultato si configura come uno sviluppo lineare rispetto ai tre capitoli precedenti della sua produzione solista, evidenziando una maggiore consapevolezza nell’architettura dei dettagli sonori.
La sequenza dei brani esplicita chiaramente la varietà della tessitura musicale adottata per questo progetto, alternando tracce storiche a nuove intuizioni geometriche. Di seguito viene riportata l’organizzazione strutturale della tracklist inserita nel supporto fonografico:
1. Satin Doll
2. Fugata
3. 29 Gennaio
4. After You
5. Chanson Epique
6. Sarabande BWV 995
7. Estudios Sencillos II
8. We’re With You
9. Hapy’s Dance (A Night in Egypt)
Il lancio promozionale dell’album è coordinato con la pubblicazione del videoclip ufficiale di “Fugata”, composizione di Astor Piazzolla che in questa sede viene riletta enfatizzandone il rigore contrappuntistico e l’andamento drammatico. Il video, trasmesso in anteprima sui canali televisivi di Sky TG24, costituisce il primo segmento di un progetto visivo più ampio articolato in tre parti. Nei mesi successivi la strategia editoriale prevede il rilascio dei video clip relativi a “Satin Doll” di Duke Ellington e all’inedito “Hapy’s Dance (A Night in Egypt)”, composto dallo stesso chitarrista. La scelta di scaglionare le uscite video mira a sostenere la presenza del disco nel dibattito critico sul lungo periodo, offrendo una chiave di lettura visiva per ciascuna delle anime musicali che compongono l’opera.
Il profilo professionale di Edoardo Baroni si è sviluppato attraverso un articolato percorso didattico e accademico nella città di Brescia, dove ha iniziato lo studio dello strumento sotto la guida di Luciano Poli, per poi perfezionarsi nel linguaggio improvvisativo con Sandro Gibellini e Roberto Soggetti. Ammesso all’età di diciotto anni al Conservatorio Luca Marenzio, ha conseguito i diplomi accademici di primo e secondo livello in chitarra jazz, quest’ultimo completato nel 2017 sotto la docenza di Peo Alfonsi. La sua attività si è successivamente estesa all’insegnamento istituzionale, ottenendo la cattedra presso il Conservatorio Giacomo Puccini di Gallarate nel 2018 e conseguendo nel 2020 la laurea in Didattica della musica alla Chick Corea Academy. Attualmente ricopre il ruolo di docente di Propedeutica Musicale al Conservatorio Claudio Monteverdi di Cremona e di Chitarra per il dipartimento di Musicoterapia al Conservatorio Bruno Maderna di Cesena, affiancando all’insegnamento un’attività di turnista che lo ha visto collaborare stabilmente con il cantante Daniel Adomako.
La produzione discografica a suo nome ha inizio formale nel 2022 con la pubblicazione dell’album “Dawn”, anch’esso supervisionato in cabina di regia da Dario Mollo, che ha raggiunto la prima posizione nelle classifiche di settore della piattaforma Amazon. In precedenza, l’esperienza in duo all’interno del progetto Capoferri-Baroni aveva già registrato consensi di pubblico con l’album “Jazz Album & More”, caratterizzato dalle composizioni del maestro Paolo Ugoletti. Nel 2023 il secondo capitolo solista, “Songs”, ha esplorato le aree di intersezione tra gli stilemi jazzistici e le strutture della canzone d’autore internazionale. Il successivo “By Heart”, edito nel 2024, ha focalizzato l’attenzione sulle influenze storiche transoceaniche, affiancando lo studio dei modelli europei come Johann Sebastian Bach alle metriche manouche di Django Reinhardt, aprendo la strada alle prime tournée nelle principali città del Giappone.
L’introduzione sul mercato di “The Ash Wednesday Supper” segna l’avvio di una nuova programmazione concertistica su scala globale. Il calendario delle esibizioni dal vivo prevede una serie di date distribuite tra i teatri e i club di Italia, Francia e Svizzera, per poi trasferirsi nuovamente sul territorio giapponese, dove l’accoglienza del pubblico ha storicamente consolidato la reputazione internazionale del chitarrista bresciano. I prossimi mesi definiranno l’andamento di questo percorso, misurando la ricezione di una proposta strumentale che intende collocarsi nel solco del jazz contemporaneo attraverso un esplicito rigore filologico.
Scritto da: WebLive TV
Music & Media Press Elisa Serrani
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