Mostra d'arte

The Measuring of Time, dal 5 giugno al Muzeum Susch

today6 Giugno 2021

Sfondo
share close

Muzeum Susch presenta The Measuring of Time, la prima ampia retrospettiva museale dedicata all’artista italiana Laura Grisi (1939 – 2017) dopo la sua scomparsa, realizzata in collaborazione con l’Archivio Laura Grisi di Roma e la Galleria P420 di Bologna.

Collocato in una posizione isolata

Collocato in una posizione isolata e difficilmente inquadrabile in una sola tendenza degli anni Sessanta – Settanta, il lavoro di Laura Grisi appare oggi come uno dei casi più originali e personali di arte concettuale (sensoriale e mentale allo stesso tempo) e di pensiero diagrammatico, in cui la stessa riflessione prende forma sia attraverso icone che attraverso rappresentazioni visive.

All’interno di un’attività multiforme che assume quale propria basilare condizione quella del “viaggio” (dai luoghi remoti attraversati alla varietà dei media utilizzati), Laura Grisi incarna una sorta di soggetto femminile apolide e nomade che sfida le politiche dell’identità, l’univocità della rappresentazione e l’unidirezionalità del tempo.

Nata a Rodi, in Grecia, nel 1939, formatasi a Parigi e vissuta tra Roma e New York, Laura Grisi trascorre lunghi periodi della propria vita in Africa, Sud America e Polinesia: un’esperienza nelle culture extra-occidentali destinata a segnare per sempre la sua pratica, sempre più focalizzata sulla ricerca di un pensiero cosmico o una ‘scienza del concreto’ – come avrebbe detto Lévi-Strauss. Allo stesso modo, pur facendo della fotografia il linguaggio primario della propria ricerca, in seguito passa a una pittura definita “variabile” (con pannelli scorrevoli e tubi di neon), poi a delle installazioni ambientali dinamiche in cui riproduce artificialmente fenomeni naturali, fino ad approdare a una forma verbale descrittiva e al linguaggio matematico come strumento concettuale che impiega per esplorare i meccanismi della percezione e della conoscenza umana.

L’intero lavoro di Laura Grisi

L’intero lavoro di Laura Grisi è uno sforzo titanico nel rendere conto dell’ampiezza, della molteplicità, della natura impercettibile così come della proliferazione senza fine di tutto il possibile, ma partendo da vincoli precisi, da gap paradossali, da limiti linguistici e semiotici, secondo un’attitudine vicina al Noveau Roman, al cinema della Nouvelle Vague e al gruppo francese Oulipo.

La tensione tra macro e microscala, tra i dati e il possibile, (la legge e il caso, l’universale e il particolare, il passato e il futuro) è messa in scena ogni volta attraverso una radicale politica dell’attenzione rivolta al minimo, al marginale, al grado zero: quattro ciottoli, il suono delle gocce d’acqua, il colore delle foglie di mango, la direzione del vento, il passaggio percettivo tra le sensazioni, i rumori prodotti dallo spostamento delle formiche sul terreno. Tale attenzione estrema è sempre l’oggetto di un rituale antropologico di cui ci sfuggono le coordinate culturali: contare granelli di sabbia, misurare la forza del vento, distillare percezioni sensoriali, rifotografare fotografie, permutare cose e oggetti, ascoltare l’inudibile. Come se l’incommensurabile fosse sempre il dato ultimo (l’esito imprevisto) di un infaticabile processo di misurazione, come se i segni e i linguaggi fossero il limite iniziale del possibile. “Il suo lavoro – come scrisse Lucy Lippard nel 1979 – sta in equilibrio tra le alternative possibili e la mancanza di alternative.  Di solito sceglie il sistema permutazionale e poi accetta le sue conseguenze”.

La mostra The Measuring of Time, concepita per Muzeum Susch, è la prima ampia retrospettiva museale dedicata all’artista scomparsa nel 2017. Il titolo dell’esposizione è tratto da un film in 16mm che documenta l’artista sola su una spiaggia e impegnata in un’impresa degna di Sisifo, che apparentemente non ha fine, oltre il tempo. Insieme all’esposizione di importanti opere dagli anni Sessanta agli anni Ottanta (conservate in istituzioni pubbliche e collezioni private) e alla presentazione di documenti fondamentali della ricerca e dei viaggi dell’artista, la mostra sarà l’occasione per ricostruire i nove ambienti dedicati ai fenomeni naturali (sala della nebbia, sala della pioggia, del vento, ecc. ) e mai riallestiti dalla fine degli anni Sessanta e inizio anni Settanta, quando furono presentati per la prima volta.

La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione sul lavoro di Laura Grisi edita da jrp|editions e sviluppata grazie alla collaborazione tra jrp|editions, Muzeum Susch e la galleria P420.

La prima monografia completa dedicata a Laura Grisi testimonia la singolarità e la visione innovativa dell’artista italiana all’interno della storia dell’arte contemporanea e raccoglie un’ampia documentazione sulla sua multiforme pratica, sulla sua ricerca e sui suoi numerosi viaggi, concentrandosi principalmente attorno agli anni ’60 -’70.

La pubblicazione comprende saggi, tra gli altri, del critico e curatore italiano Marco Scotini, della storica dell’arte francese Valérie Da Costa, dello scrittore e critico Martin Herbert e della Professoressa di Studi Visivi e Ambientali dell’Università di Harvard Giuliana Bruno, oltre alla ristampa di una seminale intervista a Laura Grisi realizzata da Germano Celant nel 1990.

Muzeum Susch:

‘Museo laboratorio’ di nuova concezione, il Muzeum Susch è stato inaugurato nel gennaio 2019, fondato e creato da Grażyna Kulczyk, imprenditrice polacca e grande sostenitrice dell’arte contemporanea, i cui principali precedenti progetti hanno dato vita a innovative piattaforme per il dialogo tra le arti e altri linguaggi. Il museo ha sede all’interno di uno straordinario campus nell’area di un ex monastero e birrificio del XII secolo a Susch, una piccola città della valle dell’Engadina, sulle Alpi svizzere, collocata nell’antica rotta dei pellegrini verso Santiago de Compostela. Il poliedrico progetto comprende oltre 1.500 m2 di spazi espositivi che ospitano sia opere permanenti site-specific sia un programma regolare di mostre temporanee.

http://www.muzeumsusch.ch/

Sede:

Muzeum Susch

Surpunt 78

CH-7542 Susch

Svizzera

Grażyna Kulczyk:

Grażyna Kulczyk è un’imprenditrice e collezionista d’arte, nota per essere la maggior imprenditrice della Polonia. Ha iniziato a costruire la sua collezione mentre era ancora iscritta alla facoltà di Giurisprudenza negli anni Settanta, all’Università di Poznań, sua città natale, dove si è poi laureata per diventare giudice. Fin dagli inizi, Grażyna Kulczyk ha seguito come personale linea guida la “filosofia 50-50”, secondo cui ciascuno dei suoi investimenti prevede in egual misura una parte di attività imprenditoriale e una parte di coinvolgimento sociale, destinato alla promozione della cultura e dell’arte. Nel 2004, dopo molti anni di attività nei settori dell’arte e della filantropia, Grażyna Kulczyk ha dato vita alla sua impresa principale: la Art Stations Foundation, con sede nel complesso di Stary Browar (Vecchio Birrificio) a Poznań, in Polonia. Stary Browar è il risultato dell’acquisto e della rivitalizzazione del birrificio Hugger, un complesso di 8 ettari completamente abbandonato e trasformato da Grażyna Kulczyk in un dinamico polo per attività commerciali e artistiche, che ha ricevuto numerosi premi sia a livello nazionale che internazionali. Ad oggi, la Art Stations Foundation è la più grande istituzione culturale privata in Polonia. Attraverso le sue attività, Grażyna Kulczyk continua a perseguire l’obiettivo di portare l’arte verso il pubblico, fornendo opportunità agli artisti di interagire con le comunità locali e sostenendo in modo innovativo lo sviluppo della cultura. Nel 2017, Grażyna Kulczyk ha creato la Art Stations Foundation CH, l’istituzione che governa le attività del Muzeum Susch.

Grażyna Kulczyk ha costruito la sua posizione negli ultimi 30 anni, dal 1989, ed è la prima donna a occupare il vertice della classifica dei magnati polacchi. Attiva nei mercati internazionali – dall’immobiliare a quelli in via di sviluppo – in campo business è nota per i suoi progetti audaci e innovativi e per la sua incrollabile tenacia nel realizzarli. Le sue aree di interesse, sia a livello imprenditoriale che artistico, sono ampie e diversificate. È una grande appassionata d’arte contemporanea e sostenitrice della danza e coreografia sperimentale e d’avanguardia, nonché sostenitrice anche della ricerca e sviluppo nel campo delle nuove tecnologie e di start-up che lavorano per cambiare il mondo. È fortemente impegnata nel sostenere l’imprenditoria femminile e le pari opportunità delle donne nel settore STEM. Dal 2012 Grażyna Kulczyk è supporter della Tate come membro dell’International Council and Russia and the Eastern Europe Acquisitions Committee. Dal 2015 è membro del board del Modern Women’s Fund Committee del Museum of Modern Art di New York ed è stata membro del CdA del Museum of Modern Art di Varsavia per quasi 10 anni. Grażyna Kulczyk è stata inclusa tra i 200 più importanti collezionisti al mondo dalla rivista Art News.

Dichiarazione: ‘Dopo una serie di mostre di successo dal lancio del Muzeum Susch, sono orgogliosa che in questo momento ci concentriamo su una nuova riscoperta. Laura Grisi è stata una delle artiste più straordinarie del suo tempo e presenteremo la sua pratica avvincente in tutta la sua diversità “. 

Marco Scotini

Marco Scotini è un curatore, scrittore e critico d’arte che vive a Milano.

È Direttore Artistico di FM Centro per l’Arte Contemporanea di Milano. Dal 2004 è Direttore del Dipartimento di Arti Visive della NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e Roma. Dal 2014 è Responsabile del Programma Mostre al PAV –

Parco Arte Vivente di Torino. È Direttore Scientifico dell’Archivio Gianni Colombo e dell’Archivio Bert Theis.

Durante la sua carriera Scotini ha curato più di duecento mostre personali. Ha collaborato con istituzioni d’arte come Documenta (Kassel), Manifesta, Van Abbemuseum (Eindhoven), SALT (Istabul), Museo Reina Sofia (Madrid), Castello di Rivoli (Torino), Nottingham Contemporary, MIT (Boston), Raven Row (Londra), Ludwing Múzeum Budapest, MSU Zagabria, Bildmuseet Umeå, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci (Prato), MAXXI (Roma), Museum Haus Konstruktiv (Zurigo). Ha curato il Padiglione dell’Albania alla Biennale di Venezia (2015) e tre edizioni della Biennale di Praga (2003, 2005 e 2007), ha co-curato la 1 ° Biennale di Anren (2017) ed è stato il Direttore Artistico della 2 ° Biennale di Yinchuan in Cina (2018). In qualità di curatore il suo lavoro è particolarmente focalizzato sulla

scena artistica italiana concettuale e femminista degli anni Settanta, su cui ha curato libri e mostre come L’Inarchiviabile. Italia anni Settanta (FM, 2016), Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia (FM, 2019). Il suo progetto Disobedience Archive ha viaggiato per 10 anni in diversi paesi europei, negli Stati Uniti e in Messico.

Dichiarazione: ‘Dopo le mostre che ho dedicato alla riscoperta della scena artistica italiana degli anni Settanta e della scena femminista dello stesso periodo, che cercavano deliberatamente di guardare oltre l’egemonia dell’Arte Povera, il programma artistico promosso da Muzeum Susch e Grażyna Kulczyk offrirà l’ennesima occasione per colmare un’importante lacuna storica. Rileggere il lavoro di Laura Grisi oggi non significa solo scoprire un grande artista di quella stessa scena, ma anche trovare chiavi per accedere a temi contemporanei come il genere, l’ecologia e l’interculturalità.’

Scritto da: WebLive TV

Rate it

Articolo precedente

Scialoja

Mostra d'arte

Scialoja segreto. Gli Amori. Opere inedite e rare dal 6 giugno al 12 settembre

Villa Mondragone a Monte Porzio Catone ospita dal 6 giugno al 12 settembre la mostra “Scialoja segreto. Gli Amori. Opere inedite e rare”. L’esposizione, dedicata a Toti Scialoja, uno dei maggiori artisti informali del Dopoguerra, è promossa dalla Regione Lazio, organizzata da Irvit, l’Istituto Regionale per le Ville Tuscolane, con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e curata dalla Fondazione Toti Scialoja, in collaborazione con l’Associazione Frascati Poesia. La mostra ospiterà grandi tele realizzate da Scialoja La […]

today6 Giugno 2021

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *


CONTATTACI

0%