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Monza, Fedez ed Emis Killa entrano in carcere per un confronto diretto con i detenuti

today16 Dicembre 2025

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La Casa Circondariale Sanquirico di Monza apre nuovamente le sue porte a Free For Music, l’iniziativa ideata e finanziata da Orangle Records con la supervisione socio-educativa di Paolo Piffer, che utilizza la musica come strumento di confronto, rielaborazione e autoconsapevolezza. Dopo il primo incontro inaugurale, il progetto prosegue con un nuovo appuntamento dedicato al dialogo diretto sui temi delle scelte, delle responsabilità e dei percorsi personali possibili dentro e fuori dal carcere.

Il progetto Free For Music e il secondo incontro a Monza

Dopo l’incontro inaugurale che aveva visto il dialogo tra i detenuti, Emis Killa e Lazza, la Casa Circondariale Sanquirico di Monza ospita il secondo appuntamento di Free For Music. Venerdì 12 dicembre, la giornata ha visto la partecipazione di Fedez e il ritorno di Emis Killa, che ha scelto di essere nuovamente presente per il forte legame con il progetto.

L’incontro si è articolato in due fasi distinte. Un primo momento ha coinvolto circa 80 detenuti in un confronto durato oltre un’ora e mezza. A seguire, un secondo incontro più ristretto con una ventina di ragazzi che hanno aderito al programma, durante il quale sono stati ascoltati brani inediti realizzati all’interno del laboratorio musicale.

Dialogo, libertà e responsabilità

Nel confronto con i detenuti, Fedez ed Emis Killa si sono resi disponibili a raccontare il proprio percorso umano e professionale, rispondendo alle domande e affrontando temi che, nelle carceri, emergono con particolare urgenza. Tra questi, il peso delle decisioni che cambiano una vita, il rapporto con il tempo e con la libertà quando vengono sottratti, il legame con le famiglie e il ruolo della comunità nel momento del reinserimento.

Il tema della libertà è stato centrale nel dialogo. Emis Killa ha sottolineato come spesso si inizi ad essere davvero liberi quando si smette di inseguire la libertà come concetto astratto. Fedez ha invece riflettuto su quanto la vera possibilità di libertà risieda nell’espressione di sé e nel riconoscere che la gabbia più difficile da superare sia spesso quella interiore. Un passaggio che ha invitato i presenti a interrogarsi su cosa significhi ricostruire la propria idea di libertà anche in un contesto di restrizione fisica.

Musica, giovani e consapevolezza

Ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra musica e responsabilità. Alla domanda se il rap possa influenzare i più giovani, i due artisti hanno riconosciuto come oggi, più che in passato, la musica abbia una responsabilità condivisa insieme a famiglie, scuola e istituzioni, soprattutto in un contesto digitale che rende gli adolescenti più esposti e influenzabili.

Entrambi hanno ribadito come la musica debba rimanere un luogo di rivalsa e di espressione, non una competizione che rischia di tradursi in comportamenti violenti. È stata sottolineata la necessità di riportare il racconto musicale su un equilibrio di contenuti che non alimenti dinamiche dannose, ma favorisca una lettura più consapevole di sé e della realtà.

A seguire, i partecipanti del laboratorio hanno potuto far ascoltare i propri brani inediti a Fedez ed Emis Killa, ricevendo riscontri e consigli e dimostrando un livello di talento e impegno significativo. I ragazzi hanno inoltre ascoltato insieme agli artisti alcune tracce di “Musica Triste”, il nuovo album di Emis Killa, pubblicato il 5 dicembre 2025, in una dimensione di condivisione che ha rafforzato il senso dell’attività.

Reinserimento, impegno concreto e continuità del percorso

Entrambi gli artisti hanno manifestato una disponibilità concreta a sostenere il progetto anche sul piano operativo, dichiarandosi pronti a supportare l’istituto penitenziario fornendo strumenti musicali e risorse utili affinché la musica possa diventare un mezzo effettivo di rieducazione e di acquisizione di competenze spendibili anche al termine della detenzione.

L’impegno si lega direttamente al tema del reinserimento, sul quale Emis Killa ha posto l’accento ricordando come spesso chi esce dal carcere si trovi escluso dalla società, nonostante il continuo richiamo pubblico ai valori dell’inclusione. Free For Music non nasce per offrire risposte semplici a situazioni complesse, ma per creare uno spazio in cui i vissuti possano essere messi a confronto, permettendo ai detenuti di riconoscere possibilità diverse da quelle che li hanno condotti fin lì.

A chiusura della giornata, Orangle Records e Music & Media Press hanno donato alla biblioteca interna alcune copie autografate di “L’acqua è più profonda di come sembra da sopra”, ultimo libro pubblicato da Fedez, insieme ai CD di Emis Killa. I materiali, acquistati appositamente per l’occasione, resteranno a disposizione dei detenuti come strumenti di approfondimento e lavoro personale sui temi emersi durante il confronto.

Come sottolineato da Paolo Piffer, responsabile esterno della supervisione socio-educativa, Free For Music affida alla musica un ruolo centrale nel favorire una rilettura delle storie personali e nello sviluppo di competenze che, oltre alla dimensione terapeutica e formativa, possono aprire, per alcuni, a prospettive lavorative concrete.

La realizzazione dell’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione delle istituzioni e al lavoro dei funzionari giuridico-pedagogici, della coordinatrice dott.ssa Mariana Saccone, della dott.ssa Elena Balia e della dott.ssa Laura Fumagalli, insieme alla Direzione, agli educatori e alla Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale Sanquirico di Monza, che hanno seguito ogni fase organizzativa. Free For Music è pensato come un percorso continuativo, destinato a proseguire all’interno del carcere di Monza e ad aprirsi progressivamente anche ad altri istituti penitenziari che hanno manifestato interesse.

Gli scatti sono stati realizzati dalla fotografa Aurora Ingargiola.

Scritto da: WebLive TV

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